Counseling Aziendale

Approfondimenti sulle opportunità di sviluppo & liberazione

Counseling Aziendale

Approfondimenti sulle opportunità di sviluppo & liberazione

 “Molto utile per aiutare i dipendenti a relazionarsi con capi e colleghi e per creare un ambiente di lavoro più sereno”

Nelle aziende americane, dove i servizi di Counseling sono integrati nella cultura, i manager entrano frequentemente in programmi di Counseling e sono loro trasmesse anche le tecniche affinché queste diventino uno strumento di lavoro nella gestione delle risorse umane a loro affidate. Il Career Counseling rivolto ai dirigenti nelle aziende USA è, in genere, svolto da un esperto esterno; in seguito le tecniche di Counseling utilizzate diventano spunti di arricchimento professionale che serviranno a integrare le competenze generali dei manager, migliorando la loro capacità sia di ascolto sia di motivazione dei propri collaboratori.
Questo è quanto accade oltre oceano, dove il Counseling è nato più di settant’anni fa. La storia italiana è molto più giovane, gli inizi della diffusione del Counseling nel nostro paese risalgono infatti agli inizi degli anni ’90. Ma per il senso comune (e a volte anche per gli “addetti ai lavori”) il Counseling rappresenta ancora un concetto piuttosto vago nel nostro paese. Si sa che più o meno si colloca nella vasta famiglia delle professioni d’aiuto e delle attività psicologiche, ma è spesso difficile operare una distinzione tra le diverse figure del counselor, psicologo, psichiatra e psicoterapeuta.
“L’arte di aiutare ad aiutarsi”, questa è la definizione più conosciuta del Counseling. Anche in ragione di ciò il Counseling è definito una “professione d’aiuto”. Nello specifico, il Counseling si occupa di facilitare le persone che attraversano naturali crisi di vita (perdita di orientamento in una fase esistenziale difficoltosa, cambiamenti con difficile adattamento, perdita di vista di riferimenti, ecc.) nel recupero delle risorse interiori; è dunque un processo di apprendimento che stimola la persona a riappropriarsi delle sue potenzialità, andando ad affrontare le credenze bloccanti e a diventare sempre più consapevoli delle proprie risorse.
E nel mondo del lavoro, nelle aziende e nelle organizzazioni il bisogno di supportare e sostenere le risorse umane di cui si dispone è in costante crescita. I momenti di difficoltà personale, i disagi e le insoddisfazioni influiscono spesso sulle prestazioni lavorative e rallentano il processo di crescita formativa e produttiva del soggetto. Il counseling aziendale diventa dunque un’efficace relazione d’aiuto che mira alla promozione del benessere della persona, valorizzando le capacità individuali e indirizzando le energie e le motivazioni dei singoli verso sviluppi coerenti con le esigenze dell’azienda e del mercato.
In special modo quando si parla d’aziende di grandi dimensioni, il Counseling sta rispondendo a bisogni formativi diversi, che la formazione aziendale tradizionale non può soddisfare. Parallelamente ai percorsi di coaching, finalizzati alla gestione di problematiche individuali legate alle performance professionali, oggi una parte del management italiano può ricorrere anche a percorsi di Counseling, per acquisire strumenti finalizzati allo sviluppo delle proprie risorse. Una formazione quindi sul tema dell'”essere” anziché del “fare”.
E’ all’incirca dal 2000 che il Counseling si è affacciato timidamente alla realtà delle aziende italiane, con interventi mirati alla persona, partendo dall’analisi dei bisogni e del clima nelle organizzazioni. E’ importante chiarire che il Counseling aziendale non si propone di risolvere problemi o difficoltà organizzative, piuttosto di aiutare le persone a potenziare le proprie capacità e a migliorare le relazioni intra e interpersonali tra gli individui al lavoro, e, in maniera collegata, anche nella propria vita personale.
Il Counselor aiuta l’analisi del contesto, delle emozioni, degli effetti di ricaduta che le attività proposte dal professionista possono innescare all’interno dell’organizzazione in cui lavora. Lo aiuta inoltre a esplorare le possibili alternative delle decisioni da intraprendere e/o a capire e comprendere le possibili implicazioni dal punto di vista delle relazioni e posizione professionale, all’interno dell’azienda e del mondo del lavoro.
Attraverso l’utilizzo degli approcci peculiari del Counseling, il dirigente può imparare a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, componente che nella cultura occidentale tende a essere inespresse sul luogo di lavoro. Spesso proprio questo evitamento emozionale è alla base di disagi e malesseri riversati quotidianamente nelle relazioni professionali che s’instaurano tra colleghi, superiori, clienti, fornitori. L’obiettivo non è l’espressione emotiva indifferenziata e acritica, ovviamente. Il Counseling in questo campo si pone scopi allineati con i principi dell’Intelligenza Emotiva (P.Salovey, J.Mayer, D.Goleman): consentire lo sviluppo di maggiore conoscenza e consapevolezza della gamma delle emozioni e delle loro sfaccettature, educare alla gestione costruttiva delle emozioni sia nella relazione interiore sia in quella con gli altri.
Oltre a ciò, il lavoro di Counseling comprende l’esplorazione delle convinzioni e delle motivazioni; averne maggiore consapevolezza consente di ricercare attivamente una compatibilità con i contenuti e i comportamenti richiesti dal lavoro e dal contesto organizzativo aziendale.  In un percorso di Counseling aziendale, il processo ha lo scopo generale di far sì che il professionista trovi risorse interiori, a vari livelli, e che attinga a queste origini una maggiore chiarezza e soddisfazione personale, che porteranno effetti a cascata sulle azioni professionali.

Ecco qui un semplice e chiaro elenco degli obiettivi del counseling aziendale:
– Aumentare il benessere nei contesti lavorativi;
– Agevolare la comunicazione all’interno dell’azienda;
– Far crescere la motivazione al lavoro;
– Migliorare la qualità del lavoro in termini di efficacia e di efficienza;
– Offrire sostegno in situazioni conflittuali e di disagio;
– Ridurre l’assenteismo;
– Aumentare la produttività.

Chi è che può beneficiare concretamente di un adeguato percorso formativo di counseling aziendale?
Manager, responsabili del personale e della gestione delle risorse umane, gruppi di lavoro e singoli lavoratori che si trovino ad affrontare momenti di cambiamento, di riorganizzazione, di difficoltà nella gestione dei processi lavorativi, comunicativi o relazionali.  Ad esempio, quando in ambito lavorativo diventa difficile:
– La condivisione di un progetto;
– La convivenza;
– La relazione con i colleghi;
– La motivazione al lavoro;
– La coesione organizzativa;
– L’integrazione dei progetti personali con quelli aziendali;
– La gestione dei conflitti in fasi di cambiamento

A parte gli interventi ad hoc, in azienda è possibile altresì istituire uno Sportello di Counseling: un esempio di welfare aziendale evoluto (e spesso, in questi casi, si trova nell’intranet aziendale) e di un percorso formativo di self-empowerment. Questo consente infatti di avviare un percorso di Counseling individuale: ogni dipendente può utilizzarlo, con la libertà di scegliere il suo obiettivo personale – non definito quindi come in altri percorsi a livello aziendale – e con la certezza di un’assoluta riservatezza.
In linea con gli stimoli del percorso di gruppo di self-empowerment, il Counseling individuale aiuta a riconoscere e sviluppare le risorse personali sopite, a uscire da comportamenti automatici non più funzionali così da sviluppare la propria potenza nell’agire e nell’esistere.
Nella gran parte delle esperienze già avute in questo campo, il filo conduttore di ognuno di questi percorsi è stato la possibilità da parte del lavoratore di ampliare la propria incisività nel gruppo di lavoro esplorando e superando vincoli personali che per la maggior parte erano auto definiti. Saper esprimere la propria opinione, proporre il proprio contributo in modo incisivo, affrontare in modo sereno e fattivo le relazioni conflittuali, gestire momenti di forte stress, avere una visione più complessa e più ricca della realtà, prendersi carico del proprio benessere per lavorare meglio, fare il punto sul proprio percorso professionale, sono questi i temi che ritornavano negli incontri. E con una costante che al termine di ogni percorso veniva sempre sottolineata: lo stretto legame fra emancipazione personale, motivazione al lavoro e clima in generale. 
Lo Sportello di Counseling interno è dunque uno spazio di facilitazione che l’azienda mette a disposizione dei propri dipendenti affinché possano,
in totale privacy, essere aiutati ad acquisire maggiore lucidità e consapevolezza rispetto a difficoltà che stanno vivendo, e, quindi, a trovare soluzioni nuove e concrete subito applicabili alla quotidianità in azienda. 
Le tipologie di difficoltà che prevalentemente vengono affrontate riguardano  l’area delle relazioni (con colleghi, superiori o collaboratori), la sfera della gestione del tempo in funzione degli obiettivi aziendali e le problematiche di natura extra-professionale che, creando disagi personali, spesso si riflettono sull’ambiente lavorativo incidendo pesantemente su prestazioni e rapporti interpersonali. Attraverso il clima di comprensione e facilitazione che si crea nella relazione di counseling, l’individuo apprende strumenti e tecniche di lavoro utili sia per risolvere il problema contingente presentato, sia per gestire difficoltà o cambiamenti futuri. Infatti, scopo principe del counseling è guidare la persona verso l’autonomia, stimolandola ad assumersi la responsabilità della propria vita (privata e lavorativa) e ad aver fiducia nelle proprie risorse.

Queste le situazioni individuali più comunemente riferite all’interno di uno Sportello di Counseling:
– Stress e burn out;
– Scelte di carriera sbagliate o difficili;
– Insofferenza nei confronti delle richieste aziendali;
– Conflitti ambientali;
– Difficoltà a delegare;
– Difficoltà nelle relazioni.

E, in conclusione a questa panoramica, un colpo d’occhio su alcuni esempi significativi di realtà di Counseling aziendale italiano, tra le attuali innumerevoli iniziative esistenti.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per la pubblica amministrazione e innovazione, Dipartimento della Funzione Pubblica, ha intrapreso dal 2004 una serie d’iniziative finalizzate alla realizzazione di maggiore benessere sul luogo di lavoro nelle amministrazioni pubbliche. Tra queste vanno segnalati i Circoli d’ascolto organizzativo. La formula utilizzata è quella dei “circoli d’ascolto di Counseling”, vi è quindi una precisa attenzione al valore della buona qualità d’ascolto. Il tutto inserito in un contesto aziendale, con l’obiettivo di sensibilizzare l’utenza verso la qualità della relazione professionale, in modo che questa diventi uno strumento di crescita e una risorsa strategica di fondamentale importanza. L’idea principale è che per gestire la complessità delle relazioni personali e professionali all’interno dei sistemi organizzativi, l’ascolto rappresenta una variabile decisiva; deve tuttavia essere portata alla luce, integrata a una serie di competenze specifiche e messa in atto all’interno di progetti efficaci. La metodologia dei Circoli di ascolto organizzativo, è sperimentata in molte decine di amministrazioni pubbliche e di aziende in tutta Italia.
Poste Italiane ha indetto, a settembre 2010, un concorso per l’assunzione di quarantacinque Counselor, sul territorio nazionale.
Dal 2009 il Comune di Palermo offre ai propri dipendenti un servizio gratuito di Counseling individuale. L’iniziativa è rivolta a tutto il personale, con l’obiettivo di fornire al lavoratore un supporto per affrontare le proprie difficoltà emotive e relazionali all’interno del contesto aziendale. Inoltre la sua funzione è quella di aiutare la persona a far emergere le competenze e le risorse individuali necessarie ad affrontare in modo funzionale gli eventi problematici della vita e del lavoro, sostenendo lo sviluppo delle sue potenzialità e promuovendone gli atteggiamenti costruttivi e propositivi.