Cos'è il Counseling

Un’azione di sostegno e di orientamento nei processi evolutivi

Cos'è il Counseling

Un’azione di sostegno e di orientamento nei processi evolutivi

CENNI STORICI

Il Counseling nasce negli Stati Uniti negli anni ’30 e si diffonde a seguito del rientro in patria dei reduci di guerra. Vasta scala d’applicazione del Counseling si ritrova, infatti, nel reinserimento di quest’ultimi nella società civile americana dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e per ristabilire un equilibrio nella popolazione durante quei momenti di sofferenza, fornendo un supporto di ascolto, sostegno ed accoglienza.

Ma è senz’altro Carl Rogers che getta le fondamenta del Counseling come lo intendiamo noi oggi con il suo testo: “Counseling e Psicoterapia” (1940) e la successiva definizione della Psicologia esistenziale. Nel 1952 nasce in America la “Counseling Association”, sull’onda di un incredibile sviluppo del Counseling come servizio di consulenza ed educazione.

In Europa il Counseling approda invece intorno agli anni ‘70, principalmente in Gran Bretagna, come servizio di orientamento pedagogico e strumento di supporto nei servizi sociali e nel volontariato. In questo periodo, nel mondo anglosassone, vengono infatti avviati numerosi programmi di orientamento e di guida professionale come supporto ai giovani al termine della scuola elementare e superiore. Inoltre, all’interno di università e campus, si trovano dei punti di riferimento per chi vuol essere guidato nella scelta della professione. Successivamente vengono create due importanti associazioni di riferimento, la “British Association for Counseling” (BAC) e nel 1994 l’ “European Association for Counseling” (EAC).

In Italia il Counseling fa il suo arrivo silenzioso negli anni ‘80 e inizia a diventare noto negli anni ’90. E’ infatti nel 1993 che si costituisce da noi la S.I.Co., Società Italiana di Counseling, che si prefigge l’obiettivo di riunire in un unico organismo i Counselor e le organizzazioni che si occupano di Counseling. Attualmente in Italia rispondono alla necessità di regolamentare la professione: la LUC (Libera Università degli studi e delle ricerche sul Counseling) – alla quale la mia Scuola aderisce e di cui io faccio parte; la SiCo (Società Italiana di Counseling) e la FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia), per contribuire alla diffusione di una nuova cultura del Counseling.

Le parole “Counseling e Counselor” non possono essere tradotte in Italiano perché la loro traduzione non sarebbe in grado di esprimere compiutamente il contenuto reale di questo tipo di intervento. La traduzione dell’Oxford Dictionary recita infatti: “consiglio da un consigliere-consulente”. E’ evidente che si tratta una definizione insostenibile sia sotto il profilo linguistico che come presentazione professionale. Siamo dunque di fronte a parole internazionali con un loro significato proprio e tali debbono rimanere. Counseling significa dunque letteralmente “consigliare, consultarsi”. In realtà questa definizione non corrisponde a quello che in pratica avviene in una seduta o in un corso di Counseling. O meglio, corrisponde se consideriamo che il consiglio o il consulto sia la singola persona che lo dà a se stesso utilizzando la persona del Counselor come punto di appoggio nel proprio percorso personale. Ma se il sostantivo Counseling deriva dal verbo inglese to counsel, è altrettanto vero che quest’ultimo risale a sua volta dal verbo latino consulo-ĕre, traducibile in “consolare”, “confortare”, “venire in aiuto”. Quest’ultimo si compone della particella cum (“con”, “insieme”) e solĕre (“alzare”, “sollevare”), sia propriamente come atto, che nell’accezione di “aiuto a sollevarsi”.
È omologo un altro verbo latino: consulto-āre, iterativo di consultum, participio passato di consulo, col significato di “consigliarsi”, “deliberare”, “riflettere”.

COS’È IL COUNSELING

Il Counseling è una pratica professionale della relazione d’aiuto il cui scopo è di offrire a singoli individui o a gruppi un’azione di sostegno e di orientamento nei processi evolutivi in modo da favorirne l’autonomia decisionale, e valorizzarne le potenzialità.

La sua opera facilita nell’individuo la visione realistica di sé e dell’ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo che egli costruisca una nuova visione e attui un piano di azione per realizzare le finalità che egli desidera, e per meglio affrontare scelte relative alla propria vita e alla gestione dei rapporti interpersonali.

Il Counseling quindi è un servizio di appoggio centrato sulla persona, finalizzato alla promozione del suo benessere, attraverso la soluzione di problemi contingenti determinati dalle strategie esistenziali della persona stessa, dalla sua filosofia di valori della vita, dagli obiettivi specifici in una determinata situazione, dalle risorse a disposizione e dalle condizioni ambientali.

COSA FA UN COUNSELOR

La definizione ufficiale del C.N.E.L. e dell’Albo professionale recita: “Il Counselor è una figura professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, e in possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psicologica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità”.

Il Counselor non è quindi uno psicologo né uno psicoterapeuta, bensì un esperto relazionale che poggia le proprie competenze sulla filosofia umanistico-esistenziale, pur con un ragguardevole contenuto psicologico.
Il Counselor è dunque in grado, attraverso le proprie conoscenze e competenze, di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui.

In altre parole il Counselor è il professionista dell’arte maieutica di estrarre le potenzialità presenti negli individui. Egli crea le condizioni capaci di favorire la libera espressione degli atteggiamenti emotivi e nel corso della consultazione risponde ad essi più che alle istanze intellettuali presentate dal cliente.
Per es.:
– Offrire orientamento, guida, sostegno in generale, per es. nell’attuazione di una scelta particolarmente delicata;
– Insegnare e promuovere atteggiamenti attivi, propositivi, stimolando le capacità di scelta;
– Favorire la soluzione a un conflitto esistenziale e/o relazionale, o a un disagio emotivo;
– Favorire lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità già insiste nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo;

I Counselor sono quelle persone che pur “non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti, svolgono un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana.” (Rollo May)

AMBITI DI INTERVENTO

Poiché l’intervento di Counseling può essere definito come la possibilità di offrire un orientamento o un sostegno a singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente, in teoria non esiste un campo di attività specifico per questa disciplina.

Se pensiamo al ruolo del Counselor come la persona che favorisce lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità già insite nel cliente, ci rendiamo immediatamente conto che tutto questo può avvenire in ogni tipo di contesto. Infatti, in funzione di ciò, il Counseling si sta affermando in ogni campo professionale con lo scopo di migliorare le relazioni interpersonali a seconda dei contesti con adeguate formazioni specifiche.

All’interno di comunità, ospedali, scuole, università, aziende, comunità religiose, ecc., l’intervento di Counseling è mirato da un lato a risolvere nel singolo individuo il conflitto esistenziale o il disagio emotivo che ne compromettono una espressione piena e creativa, dall’altro può inserirsi come elemento facilitante il dialogo tra la struttura e il dipendente.

Avremo dunque, con le dovute variazioni di contesto:
– Counseling individuale, di coppia, familiare, di gruppo;
– Counseling pedagogico ed educativo;
– Counseling di orientamento scolastico e professionale;
– Counseling aziendale / economico (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate);
– Counseling medico e sanitario (anche Grief Counseling: Counseling di accompagnamento alla morte );
– Counseling politico / sportivo / carcerario / spirituale;
ECC.

COME SI SVOLGE UN INCONTRO

Nello specifico si tratta di un incontro a due basato sul dialogo, l’empatia, l’accoglienza e l’assenza di giudizio. Inizia con un colloquio per conoscersi e definire il problema, l’obiettivo ed eventualmente le tappe del percorso, che, nel Counseling, è tendenzialmente breve. Sarà la misteriosa e magica alchimia del rapporto tra due esseri umani alla pari e il contatto profondo tra i loro cuori e le loro anime a condurre alla vera “guarigione” e all’evoluzione di entrambi.

I colloqui individuali sono della durata massima di 60 min.
La frequenza varia in funzione della tipologia dell’intervento, solitamente un incontro alla settimana.

Con un atteggiamento di ascolto attivo e non giudicante il Counselor durante il primo colloquio ha come obiettivo di stabilire un buon “rapporto” d’empatia col cliente e di aiutare con poche domande pertinenti il cliente a definire chiaramente il problema concreto e specifico su cui intervenire. Il Counselor ha l’obbligo etico di specificare nel dettaglio la propria area d’intervento attenendosi ad esempio ai codici deontologici delle Associazioni di Counseling.

È altresì tenuto a chiarire i confini e le regole della collaborazione col cliente: rispetto appuntamenti, regole per disdette, il costo per colloquio, la modalità di pagamento, il rispetto della privacy. E a ricordare le responsabilità del cliente: puntualità, presenza e riservatezza riguardo al contenuto degli incontri soprattutto in presenza di Counseling familiare, di coppia o di gruppo.

DIFFERENZA TRA PSICOLOGIA E COUNSELING

Qualcuno afferma che il Counseling sia un surrogato della psicoterapia, ma questo non corrisponde al vero. Se il modello di riferimento è lo stesso (le teorie della psicologia), non dobbiamo dimenticare che la psicoterapia (terapia per definizione) lavora su una ristrutturazione della personalità dell’individuo, mentre il Counseling opera sulla salute della persona; la sua peculiarità è il “qui e ora” e cioè la richiesta di aiuto immediato da parte di un cliente che non si propone un’esplorazione di sè che, magari, duri anni, ma bensì di chiarire e sciogliere il bisogno di trovare risposte e risoluzioni al suo disagio; disagio che, frequentemente, è determinato da un evento esterno ben preciso.

Prendiamo in considerazione un sistema aziendale: lo psicologo del lavoro si occupa della selezione del personale, mette a disposizione dell’azienda le sue conoscenze tecniche relative alla struttura della personalità, ed in base a tests psicoattitudinali, proiettivi, colloqui ecc. seleziona il miglior elemento che possa ricoprire un determinato ruolo in base alle esigenze specifiche dell’azienda in questione.

Il Counselor aziendale è un professionista al quale tutti i dipendenti dell’azienda (compreso lo psicologo del lavoro addetto alla selezione) si possono rivolgere in caso di difficoltà relazionali tra colleghi o difficoltà esistenziali che possono compromettere la propria attività lavorativa e dunque la propria vita.

La competenza del Counseling è dunque nella relazione e può essere attuato in diversi contesti lavorativi perché ha il semplice obiettivo di indirizzare la persona verso una possibile soluzione di una problematica presente in un determinato ambito o nata da difficoltà relazionali che possono impedire la libera espressione individuale.

I PADRI FONDATORI

Carl Rogers

Carl Rogers, psicologo e filosofo di fama mondiale è considerato il padre della Psicologia Umanistica e del Counseling. Nel 1951 pubblica “La Terapia Centrata sul Cliente”, sintesi del suo pensiero e testo sacro del Counseling. Nel 1956 Rogers è presidente dell’American Academy of Psychoterapy; a seguito della straordinaria fama raggiunta, lascia gli incarichi accademici per trasferirsi al Western Behavioural Sciences Institute, ove porterà avanti le sue ricerche sulle relazioni interpersonali.
Dopo una vita dedicata alla rieducazione di persone disagiate, divulgò il Counseling come Relazione di Aiuto. Si spense a 85 anni, nel 1987, poco dopo la sua nomina per il Premio Nobel per la Pace.

“…se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto quello di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali.”

Rollo May

Rollo May oltre che medico, è analista didatta. Supervisore all’Institute of Psychiatry, Psychoanalysis, Psychology. È considerato il padre della psicologia esistenzialista americana.
Ha insegnato a Princeton e ad Harvard. Autore di numerose opere, pubblica “L’Arte del Counseling”, ove descrive gli aspetti fondamentali del processo di Counseling, distinguendo quattro fasi: prendere contatto, stabilire il rapporto, confessione del disturbo e interpretazione.

“La fase conclusiva del superamento del problema, la vera trasformazione della personalità, spetta solamente al Cliente: il Counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso…”

Abraham Maslow

Numerosi ed autorevoli sono gli studiosi che si sono occupati e che si occupano di Counseling.
È da ricordare tra gli altri il prezioso contributo di A. Maslow, principale esponente della Psicologia Umanistica. Iniziò la propria carriera come psicologo sperimentalista, interessandosi soprattutto del problema della motivazione. Pubblica “Verso una Psicologia dell’essere”, testo chiave della psicologia ottimistica, chiamata anche “La terza forza”. Il professor Maslow ha condotto importanti studi su persone psicologicamente sane per dimostrare che “gli esseri umani sono in grado di perseguire i massimi valori e le massime aspirazioni, come l’amore, la nobiltà, la creatività”.

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