Mestruazioni e menopausa

Approfondimenti sulle opportunità di sviluppo & liberazione

Mestruazioni e menopausa

Approfondimenti sulle opportunità di sviluppo & liberazione

ODIO LE MESTRUAZIONI: MI CONVIENE?
«Ogni volta che arrivano le mestruazioni è un problema. I dolori sono forti».

«Il periodo che precede le mestruazioni è un tormento: sono di pessimo umore, ho spesso mal di testa, sono nervosa».

«Non ho mai avuto una buona relazione con le mestruazioni. Sono solo una seccatura».

«Il mio ciclo mestruale è irregolare e ballerino».

Mestruazioni: un aspetto della vita femminile molto controverso
Le mestruazioni sono una funzione naturale che proviene dalla rottura dei vasi sanguigni della mucosa uterina, quando non vi è stata fecondazione. Ma poche sono le donne che vivono questo evento serenamente. Tante sono invece quelle che vanno incontro a disturbi e disagi. Oppure ci sono diverse donne che le vivono “come se niente fosse”, senza entrare in sintonia con questa profonda esperienza del femminile ciclico.

Sì, come ho già anticipato, sono giunta a questa conclusione: le mestruazioni sono un’esperienza intimamente femminile che accompagna la vita delle donne senza essere compresa. O meglio, sono sconosciute nel loro significato profondo. Ma quando scopri il loro significato, qualcosa in te cambia. Come è successo a me, con la “guarigione” della mia endometriosi e non solo. Ma vediamo dettagliatamente in che modo questo cambiamento dapprima interno e quindi successivamente esterno possa verificarsi.

E’ dunque in tal senso che vorrei a questo punto illustrare i concetti fondamentali da me raccolti nei vari corsi e nei diversi libri da me letti su questo argomento. Per le donne che vivono questo evento senza particolari disturbi, queste informazioni le aiuteranno ad acquisire una nuova consapevolezza di se stesse e delle dinamiche femminili. Se invece questo evento è vissuto con disagio, quanto segue costituirà il primo e fondamentale passo verso la guarigione e il benessere.

Un club molto speciale
In quasi tutte le culture indigene esistevano cerimonie per celebrare le prime mestruazioni. Quelle presso le popolazioni Apache duravano alcuni giorni. Nella tribù dei Nootka, per esempio, si organizzava una festa che coinvolgeva tutto il villaggio e la bambina veniva portata al largo in mare e lasciata nuotare fino alla riva da sola. Al suo rientro era riconosciuta dalla comunità come forte e coraggiosa ed era quindi pronta per proseguire nella fase successiva della sua vita ed entrare nel gruppo delle donne.

Nella nostra cultura non ci sono usanze simili e perciò poche di noi sanno come comportarsi con le proprie figlie. Tuttavia, potremmo festeggiare questo passaggio in mille modi, anche semplicemente con un mazzo di fiori, una gita, un piccolo dono. Qualunque cosa serva per segnare l’ingresso in un club molto speciale: il club delle donne. E’ importante dare alla fanciulla il benvenuto nel mondo femminile e insegnarle che è speciale, così che impari a rispettare la sua unicità. E’ il momento per la principessa di iniziare ad abitare il proprio castello. Se questa transizione viene a mancare, il rischio è che la fanciulla sia più portata a cercare l’approvazione altrui, uniformandosi ai condizionamenti del femminile e a canoni di bellezza della società. Ovviamente per preparare le nostre figlie, dobbiamo affrontare prima noi questo passaggio, guarire le memorie del nostro menarca e il rapporto con il nostro ciclo mestruale.

Come sarebbe se tutte le ragazze (e tutte le donne) sapessero che il ciclo è parte della loro connessione sacra con la Luna e la Terra? Come sarebbe stato se il giorno delle prime mestruazioni, nostra madre ci avesse regalato un mazzo di fiori, invitato fuori a pranzo, e poi accompagnato dal gioielliere a scegliere il nostro primo anello, segno del matrimonio con Madre Terra? E se poi avessimo festeggiato con le amiche e le loro madri e avessimo parlato della bellezza di essere donna? Anche se non l’abbiamo fatto allora, possiamo farlo ora, per la fanciulla che ancora vive dentro di noi.

IL CICLO MESTRUALE
Per comprendere le mestruazioni bisogna conoscere tutto il processo ciclico. Ogni mese l’organismo femminile percorre un ciclo: il ciclo mestruale. È una sinfonia di ormoni e ghiandole che alternano nel corpo della donna le quattro fasi, che sono:

• la fase pre-ovulatoria (o follicolare) (7-14)
• la fase ovulatoria (14-21)
• la fase pre-mestruale (o fase luteinica) (21-28)
• la fase mestruale (1-7)

Ogni fase influisce a livello fisico, ma anche a livello interiore. Più precisamente:
• le fasi pre-ovulatoria e ovulatoria portano la donna verso l’esterno
• le fasi pre-mestruale e mestruale portano la donna verso l’interno

La fase pre-ovulatoria: mi sento vitale
La fase pre-ovulatoria è compresa tra le precedenti mestruazioni e l’ovulazione. La sua durata, con un ciclo di circa 28 giorni, è generalmente di 12-14 giorni. Rappresenta il passaggio verso il nuovo. Coincide con il rinnovamento fisiologico: le mestruazioni sono finite, il vecchio tessuto è stato eliminato. Adesso il corpo femminile si prepara – se dovesse accadere – a concepire una nuova vita.

Nella fase pre-ovulatoria c’è un aumento del livello energetico. La vitalità fisica è massima (come nella fase di luna nuova e crescente). Tante volte si arriva a sera senza sentire la stanchezza, anche dopo aver lavorato tutto il giorno. Questa fase rappresenta un ottimo momento per prendere le decisioni più importanti (al contrario della fase mestruale – vedi più avanti). In questa fase il progesterone, l’ormone della tranquillità, è a livelli bassi. Invece gli estrogeni, gli ormoni che stimolano la riproduzione e la ricrescita delle cellule, sono a livelli alti. Devono garantire la crescita e l’aumento di volume del tessuto interno dell’utero. Ma la stessa azione la svolgono anche sulla maggior parte dei tessuti del corpo: una funzione accrescitiva e nutritiva. Ecco perché nella fase pre-ovulatoria ci si sente come rigenerate. Il corpo vive un senso di benessere generalizzato. L’appetito nella fase pre-ovulatoria è più controllato. In questo momento del ciclo le donne hanno meno fame. Diminuisce anche il desiderio di dolci. È un ottimo periodo per iniziare una dieta: saremo più regolari e dovremo affrontare meno “voglie alimentari”.

Attivata dal livello di estrogeni in aumento, la sessualità in questa fase è più avvertita. La donna si sente più sensuale e seducente. Spesso la sessualità è giocosa, seduttiva e provocatoria. A livello mentale, adesso si vive uno stato vitale e stimolante. C’è il desiderio di intraprendere cose nuove: le idee prendono corpo, si fa sentire una spinta maggiore nel raggiungere i propri obiettivi. Ci si sente anche più forti e decise: è il momento ideale per iniziare nuovi progetti, focalizzare obiettivi, determinare priorità, stabilire strategie e pianificare percorsi. È un buon momento per dedicarsi alle cose da sistemare o evadere, riorganizzare gli spazi in casa, al lavoro, concretizzare manutenzioni domestiche, riordini o pulizie.

La fase ovulatoria: mi sento bene
La fase ovulatoria è compresa tra la fase pre-ovulatoria e la fase pre-mestruale, la sua durata è molto breve. Con un ciclo di circa 28 giorni, generalmente si verifica tra il 13° e il 15° giorno, cioè a metà: corrisponde infatti al momento centrale. Se a livello fisiologico dura poco – il tempo dell’ovulazione – a livello energetico la sua influenza si protrae però per un periodo più lungo, cioè qualche giorno prima e qualche giorno dopo l’ovulazione. La fase dell’ovulazione corrisponde alla luna piena, quindi è il momento della massima fertilità, in tutti i sensi, e della maternità. E’ il tempo della pienezza.

Nella fase ovulatoria la salute è al meglio. Le difese sono più forti e proteggono contro le infezioni. Molte donne confermano quest’ondata di benessere: un corpo reattivo, armonico nelle funzioni e meno soggetto a disturbi, grazie alla presenza elevata di estrogeni. Aumenta ulteriormente la sensibilità agli stimoli sessuali: disponibilità e desiderio si intensificano, i sogni erotici sono più frequenti. C’è un motivo: è il periodo più favorevole per procreare. Ovviamente, il rischio di rimanere incinta è altissimo.

Come la fase precedente, anche la fase ovulatoria è destinata all’azione. Mentre però prima era diretta soprattutto verso se stesse, o verso le cose da fare, ora l’azione si focalizza verso gli altri: è l’alto livello di estrogeni che spinge in tale direzione. In questo periodo le donne sono più propense verso il prossimo. Se nella fase precedente l’attenzione verso gli altri era finalizzata ad esprimere se stesse, ora è invece direzionata nell’occuparsi delle persone. Si manifesta accudendo maggiormente i propri cari, facendo qualcosa di speciale per loro, esprimendo l’affetto in forme concrete: un dolce per i bambini, un’attenzione speciale per il partner, un pensiero gradito per l’amica.

La fase pre-mestruale: voglia di rilassarsi
La fase pre-mestruale è compresa tra l’ovulazione e la mestruazione. Termina infatti con la comparsa del flusso. La sua durata, con un ciclo di circa 28 giorni, generalmente è di 10 – 14 giorni. Rappresenta il percorso che da fuori porta dentro. È l’ingresso verso i propri spazi personali. Nel momento che precede il ciclo sono quindi favorite la cura, la depurazione, la pulizia (in ogni senso, anche mentale), come se fosse un tempo di riflessione e di preparazione al momento “magico” della donna. E’ una fase di svuotamento che corrisponde in qualche modo alla luna calante.

Nella fase pre-mestruale la fisiologia femminile risponde ai flussi ormonali in mutamento: i ritmi rallentano. La prima metà della fase pre-mestruale è dominata infatti dall’azione del progesterone che riduce il livello di eccitabilità delle fibre muscolari. Questo ormone fa quello che fa sui tessuti del nostro utero: li rilassa. Si preoccupa di difendere il possibile embrione da contrazioni impreviste che potrebbero favorirne l’espulsione. La sua azione rilassante riduce la risposta del tessuto muscolare uterino ai vari stimoli. E distribuisce il suo effetto calmante a tutte le fibre muscolari del corpo, abbassandone lo stato di attività. Poiché il progesterone rallenta in generale il bisogno di attività, agisce come un sedativo naturale nei confronti degli stimoli esterni. È come se volesse aiutare l’organismo femminile a concentrarsi sull’impegnativo lavoro di una possibile gestazione, orientandolo verso una percezione di ciò che avviene all’interno. Ecco perché durante questa fase è possibile avvertire una maggiore esigenza di riposo, sonno e rilassamento. Si riduce la voglia di praticare attività fisica, di uscire, muoversi, socializzare. Questo non deve preoccupare o fare pensare a una indisposizione. Si tratta di un processo fisiologico normale e momentaneo.

Il corpo, sotto l’effetto delle secrezioni ormonali, durante questa fase può gonfiarsi: l’aumento di progesterone ha un effetto anti-diuretico, cioè rende più difficile l’eliminazione dei liquidi dall’organismo. Non è solo una sensazione: spesso anche l’ago della bilancia segnala un aumento di mezzo chilo o più. Alcune donne in questo periodo vengono colte da veri e propri attacchi di fame. Questa fame “senza motivo” in realtà un motivo ce l’ha. È quello della nostra fisiologia ciclica, che rispetta i ritmi necessari alla riproduzione della vita. Il progesterone, detto anche ormone della gravidanza, spinge l’organismo a fare scorte di sostanze nutritive. Una logica deduzione: iniziare una dieta in questa fase non è certo il momento migliore.

Il desiderio sessuale in questa fase può diminuire: la donna spesso ha più voglia di coccole, carezze, affettuosità anziché di un rapporto sessuale vero e proprio. Quando invece la sessualità emerge, non è quella giocosa della fase pre-ovulatoria. È più sotterranea e primordiale. Rivolta maggiormente alla dimensione interiore. “Ho bisogno ‘di staccare’ un attimo… “. In questa fase viene spesso voglia di spegnere il cellulare, di allontanarsi dal computer. Di stare a casa. O di cercare un contatto più profondo con la natura. Non perché ci si sente sovraccariche, ma perché cambia il tipo di percezione sensoriale. Se gli estrogeni in fase pre-ovulatoria ci rendono più attive ed energiche, il progesterone in fase pre-mestruale ci rende più riflessive e introspettive. Come il nostro utero, siamo meno sensibili agli stimoli eccitatori. Il progesterone induce un maggiore desiderio di quiete, crea il richiamo verso la dimensione interiore. In questa fase del ciclo si è maggiormente predisposte all’introspezione, all’autoanalisi e alla riflessione. Mentre le prime due fasi del ciclo sono fasi di progetti e realizzazioni, questo momento è più dedicato alla verifica: facciamo il punto della situazione. È un momento ideale per valutare i risultati di un percorso iniziato, di una relazione avviata con una persona che ci interessa, di un legame con un familiare, un rapporto di coppia o di lavoro che si sta trascinando senza soluzione. È un errore non assecondare questo richiamo che viene dal profondo. Spesso è proprio nel rifiuto di questa fase interiore che la donna sviluppa i tipici disturbi della sindrome pre-mestruale. Per questo la negazione della fase pre-mestruale diventa spesso un rifiuto doloroso in tutti i sensi.

Psicosomatica della sindrome premestruale
Si tratta dell’insieme dei disturbi fisici ed emotivi che compaiono nella donna una o due settimane prima delle mestruazioni. Interessano soprattutto le donne che non si sentono comprese dal loro amante o dal marito. Nel mondo animale, in certi periodi di stress, la femmina prova il bisogno istintivo che sia il maschio ad occuparsi di lei, che la copra se è in calore, che le fornisca il cibo e vegli sulla sua sicurezza in modo che lei possa occuparsi soltanto di portare a termine la gravidanza. Così è per la donna: ad un certo punto del ciclo è più sensibile, più vulnerabile, ed è qui che prova maggiormente il bisogno di essere compresa dal partner. Se è circondata da queste attenzioni, se ha il sostegno e la comprensione dell’uomo che ama, tutto va benissimo. In caso contrario, potrà essere irritabile ed emotiva. Ma esiste una lettura ancora più sottile e profonda di questo “disturbo” femminile così diffuso, ovvero quello della sindrome premestruale. Il ciclo di una donna è la quintessenza dell’espressione della femminilità. Prima e durante il ciclo mestruale (e lunare) la donna si trova nel momento più elevato del suo stato intuitivo e ricettivo. E’ un canale aperto e la sua sensibilità è molto più profonda: questa cosa, al contrario di ciò che viene insegnato, è positiva, nonostante ci sia stato insegnato che invece l’unica cosa utile da fare sia mettere un assorbente per “tamponare” il ciclo e poi cercare di fare di tutto per dimenticarsene, far finta di nulla e condurre i propri compiti quotidiani senza farsi “indebolire e distrarre” da quello che praticamente è considerato uno SVANTAGGIO BIOLOGICO! Anche se razionalmente non lo vogliamo ammettere, il corpo della donna non tollera tutto questo e il motivo per cui oggi la sindrome premestruale è così diffusa è perché le donne sono state generate per essere donne, non uomini (oltre alle cause dietetiche e a quelle connesse agli squilibri ormonali). Corpo e anima chiedono a gran voce un po’ di spazio. Una pausa. Un momento di riposo per connettersi con se stesse una volta per tutte. Un momento per essere semplicemente una donna. Un po’ di silenzio per ricevere dei messaggi superiori e un’ispirazione creativa, oltre che per abbandonarsi alla percezione. Per sentire le radici terrene e spirituali. In questi momenti è possibile sentire le emozioni della Terra e della collettività, così come le ingiustizie che esistono. Sì perché il ciclo mestruale permette di comprendere che le cose che normalmente non si amano, ma che si accettano nonostante tutto, sono impossibili da tollerare. Secondo ricerche svolte dalla Psicologa e Counselor Lucia Giovannini (autrice del recentissimo: “Il potere del pensiero femminile”), il sangue mestruale esposto alla luce Kirlian si rivelerebbe come PURA LUCE BIANCA. E questo risultato, a Suo avviso, rappresenterebbe l’ennesima conferma del fatto che una donna mestruata è in grado di vedere particolarmente bene e in maniera particolarmente lucida, ma anche di non stare zitta!

Questo è un onore e se la donna si apre a queste percezioni, può introdurre nel mondo dei nuovi obiettivi e nuovi valori.

Le tribù e le culture antiche celebravano il momento del ciclo mestruale come sacro perché era il periodo in cui la donna poteva guardarsi dentro e ricevere gli input creativi che avrebbe poi trasmesso all’intera comunità. Le antiche culture erano al corrente che, durante il ciclo, c’è un velo più sottile che separa la donna dalla Natura, cosa che la rende in grado di ricevere il dono della saggezza intuitiva. Sapevano anche che il ciclo era un momento di riflessione, un momento per lasciare andare tutto ciò che non serve più (simbolicamente il flusso mestruale rappresenta anche questo), un momento di riposo per rigenerare il corpo, ricevere input spirituali e ispirazioni creative. C’erano addirittura degli spazi sacri, le Tende Rosse, dove le donne si rifugiavano per stare con altre donne, per essere nutrite e riposare.

La fase mestruale: un corpo sensibile, sono qui, ma non del tutto
La fase mestruale è il punto cardine tra la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo. Compresa tra la fase pre-mestruale e la fase pre-ovulatoria del ciclo successivo, la sua durata, in media, è di circa 3-7 giorni e comincia con il primo giorno della perdita ematica. Rappresenta il viaggio verso le proprie potenzialità. La donna scompare nell’oscurità del suo essere, per accedere ai suoi reconditi poteri.

Come nella fase precedente, in questo momento ci allontaniamo dall’esterno, per focalizzarci sul mondo interiore. Lo facciamo però in modo diverso. Mentre la fase pre-mestruale rappresenta l’ingresso verso la nostra interiorità – è il momento della riflessione e della valutazione – la quarta fase ci porta ad inoltrarci negli spazi fertili e nutrienti della dimensione interiore. Simbolicamente questa fase del ciclo rappresenta l’intensità dei processi psichici del femminile, la capacità di spingersi nelle profondità del nostro essere. Nel periodo mestruale, come vedremo, le naturali doti del femminile si accentuano. Nei giorni delle mestruazioni si è in genere più fiacche, ma per contro ci si sente più leggere: il peso scende e la pancia si sgonfia. Spesso si urina di più perché i reni eliminano i liquidi in eccesso. Svanisce il senso di pesantezza, specialmente alle gambe. La diminuzione di estrogeni e progesterone riduce leggermente anche il seno.

“No grazie. Non vengo, ho le mestruazioni” è una frase che molte donne hanno pronunciato più volte nella vita. Durante i giorni delle mestruazioni capita di sentirsi un po’ come “sospese”. Come se la vita e i suoi ritmi intensi subissero un momentaneo rallentamento. Pochi giorni, poi tutto ricomincia. Ma in questi particolari momenti ci si sente “diverse”. Non sempre a causa di una reale indisposizione. A volte è un senso di disagio fisico, tante altre è invece solo il desiderio di vivere nel “proprio mondo”, uno spazio nuovo che si è dischiuso. O solo di rimanere rannicchiate sul divano ad ascoltare il proprio dialogo interiore.

Squilla il telefono e sai già chi è. Hai in testa una canzone che non ha più sentito da tempo e improvvisamente viene mandata in onda alla radio. Ti viene in mente il viso di una persona e proprio quel giorno ti capita di incontrala. È un caso? No, nei giorni del flusso le intuizioni aumentano. Attingiamo alle nostre risorse ad un livello più profondo di quanto siamo normalmente abituate. Durante le mestruazioni molti canali sono attivi contemporaneamente. È come connettersi alle potenzialità interiori ad un livello più profondo di quanto normalmente si è abituate. Le barriere si assottigliano e i contenuti inconsci filtrano più facilmente verso la mente razionale, che li assorbe come una spugna.

Lo sfaldamento del rivestimento interno dell’utero è una sorta di “muta” della nostra psiche. Come il corpo, che in questa fase è reso più sensibile e percettivo dallo scorrere del sangue, così anche le facoltà psichiche del femminile “si aprono” e diventano più disponibili: l’intuito, l’istinto, la sensibilità e la percezione della realtà sono adesso più intensi. Si è più ricettive, più attente ai particolari, più capaci di captare sensazioni, emozioni, stati d’animo propri e altrui. A diverse donne capita di fare sogni più vividi in questo momento e di ricordarli con chiarezza. E’ un momento molto potente anche perché il sangue torna alla terra, la donna entra in un dialogo sottile con la natura e la “madre Terra”, anch’essa creatrice e portatrice di vita, come se le loro cellule vibrassero all’unisono. Questo “dialogo”, se instaurato e nutrito, sviluppa una grandissima sensibilità nella donna (esistono molti rituali sciamanici per il dono del sangue mestruale alla Terra e, secondo molte tradizioni, il sangue delle donne rappresenta anche un mezzo del Divino per continuare a portare la propria e costante Benedizione, anche a livello materiale in questo caso, verso la Terra e i suoi abitanti).

L’energia sessuale durante la fase mestruale può essere molto alta, se la donna non è inibita dal suo sangue. In questa fase lei è a contatto con il suo sentire viscerale. Le sensazioni corporee – se non vengono represse – diventano più intense. Lo stesso accade in menopausa, se la donna vive con pienezza questo nuovo stato. Espressione di una percezione profonda, la sessualità può ora raggiungere livelli prima raramente sperimentati. Durante le mestruazioni la donna non è solo più ricettiva a livello fisico e psichico ma anche a livello spirituale. La morte simbolica rappresentata dalle mestruazioni la colloca sia nella sfera delle forze visibili, materiali, che in quella delle forze non visibili, immateriali. A tutte è capitato in questa fase di sentire una maggiore sintonia con la natura, le piante, gli animali, la luna, l’universo. E di essere attratte dal mondo spirituale e dalla propria natura misteriosa. La donna in menopausa può vivere profondamente queste sensazioni, arricchendo se stessa di vissuti intensi. Se le donne rifiutano le mestruazioni e non si sintonizzano con le loro energie interiori, è allora che insorge la sindrome mestruale, con tutti i suoi disagi.

La danza degli ormoni: il ritmo del ciclo
Il viaggio continuo tra il polo dell’ovulazione e quello della mestruazione – dalla dimensione esterna a quella interna – è quindi un elemento centrale del femminile. È la danza degli ormoni. Che oscillano sinuosamente. Salgono e scendono, in base alle diverse fasi. Le fluttuazioni del ciclo portano prima ad “espandersi” e a manifestarsi all’esterno. Poi a “introvertersi” e a volgersi all’interno. È la donna che vive nel mondo visibile e concreto che coesiste con la donna che vive nel mondo oscuro ed interiore. La prima è più facilmente osservabile, prevedibile. È concreta, diretta, manifesta. La seconda è più sfuggente, imprevedibile. È intuitiva, nascosta, esoterica. Chiedere alle donne di essere sempre uguali è quindi impossibile. Perché in ogni fase del ciclo cambiano.

• Cambia il corpo e le sue necessità.
• Cambia il modo di sentirsi, di fare le cose.
• Cambia il modo di percepire gli altri.
• Cambiano gli interessi, i pensieri, i vissuti.

Il ciclo, nelle sue quattro fasi, è una mappa del femminile che aiuta a conoscerci. E aiuta a percorrere ogni mese un viaggio da fuori a dentro. A mio avviso è importante conoscere anche questa dimensione per poterci esprimerci in tutta la nostra pienezza di donne.

LA MENOPAUSA NON E’ VECCHIAIA

I Disturbi della Menopausa: risolverli positivamente
«Ho paura di andare in menopausa: leggo, e sento che mi riempirò di disturbi».

«Che fatica vivere con queste vampate, mi sfiniscono».

«Da quando sono in menopausa mi sembra di avere perso qualcosa: non mi sento una donna completa».

«Da quando sono andata in menopausa ho smesso di guardarmi allo specchio. Perché non mi sento più quella che ero. Non mi sento più come donna».

Nell’antica cultura celtica e in molte altre civiltà pre-cristiane la menopausa è chiamata l’età del seme (quella del fiore per la fanciullezza – “the Maiden” – e quella dei frutti rispetto alla donna matura con mestruazioni quindi alla madre – “the Mother”) perché contiene in sé tutte le potenzialità e la conoscenza: una donna non poteva essere una vera guaritrice o sciamana finché non raggiungeva questa età. È infatti il momento della saggezza e della completezza. Tanto che in questo tipo di culture dire a una donna che appare più giovane della sua attuale età risulta una delle più gravi offese. Credo che il “Consiglio Internazionale delle Tredici ‘Grandmothers’ (anziane, “nonne”) indigene” rappresenti un buon esempio dell’enorme potenziale e del valore della terza fase vitale della donna. Nel 2004, 13 anziane delle tribù, tutte donne, da tutto il mondo hanno condiviso una visione. Era stato detto loro che Madre Terra era in agonia e che dovevano farsi avanti per guarirla, con tutti i suoi abitanti.  Era stato detto che nulla cambierà fino a quando noi non cambiamo. Nell’autunno dello stesso anno, queste donne incredibili hanno viaggiato dall’Alaska, dal Nord e Sud America, Africa e India per incontrarsi presso la Tibet House di New York, dove hanno creato il Consiglio Internazionale delle Tredici Grandmothers Indigene. Per condividere la loro alleanza di preghiera globale, educazione e guarigione, hanno deciso di documentare il loro viaggio insieme per la patria di tutte le 13 anziane.

“Per le prossime 7 Generazioni” è un film che ha documentato e seguito queste donne intrepide, come si trovano ad affrontare un mondo in crisi, come hanno condiviso la loro visione di guarigione, e chiamato a cambiare ora – prima che sia troppo tardi. Questo film edificante e importante documenta il loro viaggio senza precedenti dai villaggi remoti dell’Amazzonia ai gradini del Vaticano.

In questa fase vitale (“The Crone”, la saggia) l’attenzione è rivolta contemporaneamente dentro e fuori di sé e questa capacità, se impariamo a usarla, ci permette di vivere con una nuova profondità e può spianare la strada a importanti progetti, come il Consiglio delle 13 Anziane ci dimostra molto bene.

Nonostante ciò, quando le donne entrano in menopausa – anzi parecchio tempo prima – sono angosciate. Timorose si chiedono: «Cosa mi succederà?» come se un cataclisma si dovesse avventare sul loro corpo. Si domandano: «Mi ammalerò?», «La mia salute peggiorerà?», «Cosa dovrò fare?», come se fosse necessario contrastare qualcosa di pericoloso. La menopausa è un aspetto della vita femminile molto controverso. Poche sono le donne che vivono serenamente questo evento. Tante sono invece quelle che vanno incontro a disturbi e disagi. Anche in questo caso, oggi le proposte curative sono numerose: farmacologiche e naturali. E l’accettazione, anzi l’accoglienza, di questa nuova fase diventa una discriminante fondamentale rispetto al modo in cui la si vivrà.

In menopausa non sono più donna? – Menopausa = data di scadenza
Il pensiero femminile formula questa equazione. Con rigore matematico. Scadenza di cosa? Non solo della propria fertilità. C’è in gioco molto di più: la femminilità, il potere seduttivo, la sessualità, l’avvenenza, la giovinezza. In menopausa non sono più donna. È il lapidario comunicato che il mondo femminile legge in questa parola. Insorgono allora una infinità di paure e disagi. La menopausa è solo una “perdita”. Non si acquista niente. Le donne camminano a passi incerti verso questa fase della vita. Si sentono sfiorire, come una rosa che fa cadere i suoi petali su un terreno inaridito. La menopausa è “l’inizio della fine”. La donna si sente “a metà”, come se la scomparsa delle mestruazioni segnalasse la mancanza di una femminilità completa, un declino della salute, della sessualità, della vitalità.

Ma in realtà manca qualcosa? La risposta potrebbe essere sì. Ma anche no. In praticamente tutte le civiltà non occidentali la menopausa non è una malattia come invece è vissuta nella nostra società. Le donne entrano in questa fase senza particolari sintomi. Semplicemente smettono di avere le mestruazioni, ed è la cosa più normale, semplice e naturale. Effettivamente in molte culture le donne non riportano i disagi della menopausa quali secchezza vaginale, disidratazione della pelle, insonnia, osteoporosi, problemi cardiaci. Certamente lo stile di vita è diverso. Ma anche l’approccio mentale è diverso.

La menopausa in testa – le influenze della psiche
La psiche ha un’influenza enorme sul nostro corpo e sul nostro benessere. Come naturopata constato continuamente quanto le terapie naturali siano efficaci. Ma constato anche quanto la nostra mente sia potente sul nostro corpo:
• Se la mente è positiva tutto è facile.
• Se la mente è negativa tutto è difficile.
• Se la menopausa viene affrontata come un dramma, se gli assestamenti del corpo si cristallizzano nel rifiuto, tutto si acuisce.

Non c’è il flusso verso un nuovo passaggio, non c’è la possibilità di riequilibrarsi, rinnovarsi, trasformarsi. E ci si ammala.

Si parla di effetto placebo. Si assume una pastiglia a base di “niente” e si guarisce. Ci sono tante ricerche che lo dimostrano: a un gruppo di persone viene fatto assumere il farmaco, a un altro gruppo solo pastiglie “vuote”, prive di principi attivi. Molto spesso la guarigione accade nei due casi. Perché? È la mente. Lei è potente. Se “pensa” che quella pastiglia funzioni, il corpo guarisce. Bene, con il verdetto della menopausa, le donne creano l’opposto. L’ “effetto nocebo”. La mente è stata informata riguardo a un elenco interminabile di disturbi correlati alla menopausa. “Pensa” che il corpo si ammalerà. E così succede. Ma la menopausa è davvero tutto questo? Sì, se la donna la concepisce in questo modo. No, se l’approccio è diverso. Il nostro modo di affrontare le cose conta molto. Moltissimo.

«Ho le vampate». Quando le donne me lo dicono sono nervosissime. Spesso mi raccontano che le odiano. Le vedo sventolare nervosamente la mano, con le spalle tese e il viso contratto. Cosa può fare il nostro corpo in queste condizioni? Quali messaggi può ricevere? Di rifiuto. Ma quando c’è il rifiuto un’alterazione momentanea si cronicizza. E si acuisce. Come naturopata consiglio diverse terapie naturali per la menopausa, ma ho notato che ce n’è una particolarmente efficace. Spesso rende le altre marginali. Si chiama accoglienza. Quando accogliamo il nostro corpo e le sue reazioni tutto si normalizza. Il nostro corpo sa cosa fare, sa dove portarci, a come trovare il suo nuovo equilibrio. Se lo accogliamo, se ci rilassiamo, se ci ammorbidiamo, il benessere ritorna.

L’ho potuto constatare più e più volte. Sono arrivate da me donne piene di disturbi e dopo aver acquisito concetti positivi sulla menopausa – ce ne sono diversi – e aver fatto alcuni interventi di stile di vita, tutto si è normalizzato. Nella menopausa il sangue non segna più la vita della donna. Ma questo non è l’unico momento di assenza. Ce ne sono altri. Il sangue non c’è anche quando la donna è bambina. Oppure durante la gravidanza. Infanzia, gravidanza, menopausa. Sono tutti momenti di massima potenzialità femminile: da bambina la donna si prepara a sprigionare tutta la sua vitalità; in gravidanza invece crea dentro di sé una nuova vita. E la menopausa? Anche questo è un momento di grandi potenzialità. «Ma quali saranno le potenzialità della menopausa?». Quando parlo con le donne è una domanda che leggo sui loro volti. Ancora prima che sia la voce a formularla. Avverto che in loro il desiderio di vivere questo periodo dell’esistenza con un senso di valore si scontra brutalmente con le rigide definizioni della nostra cultura. Per questo sono scettiche. Dicono queste donne: «Ma per favore… Cosa può esserci di bello nella menopausa?». «E i disturbi? Non possiamo certo negare che non ci siano… ».

A volte aggiungono un lungo elenco di ciò che “non è bello” nella menopausa. Questi interventi in genere raccolgono consensi e gesti di approvazione. Le capisco. Abituate a considerarla solo come un momento negativo, non sembra certo facile attribuire a questa fase valori positivi. È necessaria una rivalutazione. Ed è proprio questa rivalutazione che spesso elimina tanti disturbi. Perché viviamo in modo diverso un evento della vita femminile oggi demonizzato. Se con la fine dell’infanzia arriva la donna capace di concepire, con la fine del periodo procreativo arriva la donna capace di utilizzare la sua energia interiore. Qualcosa va, qualcosa viene. Nella natura nessuna stagione è meno importante dell’altra. Solo “diversa”. Se qualcosa viene tolto, qualcos’altro viene dato. La nostra natura non priva le donne delle loro caratteristiche. Crea solo delle modifiche. Questa è la menopausa: una “nuova fase” in cui l’energia femminile si esprime. Non è esaurita quell’energia che ha mosso gli ovuli e il sangue in tutti questi anni. Non è scomparsa come il colore dalle guance, lasciando solo un’immagine impallidita della donna di prima. No, quell’energia è ancora tutta dentro. Non può esaurirsi perché la donna è quell’energia. Lei ha vissuto l’esperienza ciclica non una, ma 400-500 volte nella vita. Però quell’energia, come il suo corpo, o alcuni aspetti della sua personalità, è soggetta a trasformazioni.

Quando nelle ovaie nessun ovulo viene più portato a maturazione e lasciato fuoriuscire, quando il sangue non scorre più verso l’esterno, l’energia muta il suo flusso. Prende un’altra direzione. Circola all’interno. Non è più trasportata dall’onda ciclica degli ormoni, non viaggia più scivolando lungo le tube, non si raccoglie nelle pareti uterine, non scende lungo il canale vaginale. Si espande dentro. Dentro di sé, in ogni direzione. Potenziando facoltà psichiche e dell’anima. Se la menopausa rappresenta la cessazione della fecondità biologica, si esprime ora diversamente. Con una nuova fecondità. Fine del ciclo fertile non significa quindi fine del ciclo vitale. Le energie prima indirizzate verso la procreazione, adesso si incanalano verso nuove mete. In questa fase si affinano le facoltà interiori. E la capacità di esprimerle. Si acquista una visione dei fatti, di se stesse e degli altri molto più acuta e nitida. Una messa a fuoco migliore, una capacità di isolare i dettagli ripulendoli da sensazioni incerte, stati d’animo confusi, sensi di colpa velati, incapacità di esprimersi. La donna ora accresce la sua forza: diventa più sensibile, più recettiva, più introspettiva, più intuitiva.

La donna in menopausa – se vive positivamente questa fase – può sviluppare poteri interiori: carisma, fascino e personalità. È in questa fase che diventa un fulcro, una calamita. Ognuna di noi credo ne abbia conosciuta una. Una donna magari non particolarmente bella, ma che sembra emettere luce e magnetizza attenzioni e sguardi, come se fosse impossibile non guardarla ed ascoltarla in totale rapimento. Questo accade quando una donna vive la menopausa nel suo pieno potere. Gli ormoni FSH e LSH sono in concentrazione molto alta con l’avvicinarsi dell’ovulazione. Come abbiamo visto, in questa fase le donne raggiungono il massimo del loro fascino carismatico. Bene, clinicamente si è scoperto che in menopausa questi due ormoni rimangono costantemente a questi livelli così alti, a riprova che questo periodo della vita è fattivamente caratterizzato da magnetismo e creatività. Inoltre, come se non bastasse, vi sono teorie alternative secondo cui le vampate di calore che le donne in menopausa avvertono altro non sono che momenti in cui l’energia Kundalini aumenta drasticamente.

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MESTRUAZIONI – ESPERIENZA PERSONALE E DA NATUROPATA
La dismenorrea è un disturbo che mi ha accompagnato per moltissimi anni, più precisamente a partire dai miei 11 anni, età in cui mi “sono sviluppata e sono diventata signorina”, e che lungamente mi ha parlato dello stato d’animo con cui vivevo la mia femminilità. E’ stato anche cercando di comprendere e risolvere il messaggio che il mio corpo mi mandava ogni mese, con il profondo dolore che provavo e che era divenuto inficiante, che ho intrapreso un altro pezzo fondamentale alla ricerca del mio femminile sano.

Oggi, per i disturbi mestruali (e della menopausa, come vedremo più avanti), le proposte curative sono tante: sia allopatiche sia naturali. Io sono naturopata e quindi consiglio il secondo tipo di intervento. Tuttavia, nella mia esperienza, mi sono accorta di un aspetto davvero importante, anzi direi fondamentale poiché a mio parere primario rispetto anche a qualsiasi tipologia curativa. La donna deve prima di tutto cambiare il suo approccio nei confronti di questo fenomeno. Se ciò non accade, anche i risultati di qualsiasi tipo di farmacologia risulteranno limitati. È infatti difficile vivere serenamente qualcosa che si rifiuta. O si teme. O che non si comprende, svalutandolo conseguentemente nel suo valore. Specialmente che non si comprende poiché, soprattutto nella mia esperienza di naturopata, è stato grande lo stupore rispetto a quanto sia diffusa l’”ignoranza” delle donne in tal senso. Ma in fondo io facevo parte di questa folta schiera. E’ anche vero che il condizionamento sociale alla base di questa svalutazione è davvero potente. La società moderna, infatti, considera l’esperienza del ciclo mestruale come un evento del tutto passivo e inficiante. Ci viene detto che dobbiamo “sopportarne” i disagi senza attirare l’attenzione perché questo fenomeno fa parte dell’essere donna. E’ una circostanza da nascondere, di cui vergognarsi e da vivere con repressione, anche perché rende le donne ancora più emotive e irrazionali e quindi anche inefficienti sul lavoro! In altre parole, la visione “fallocentrica” fa del ciclo mestruale quasi un simbolo della debolezza e della “inadeguatezza” delle donne, mentre si tratta di un evento assolutamente dinamico che, liberato dai condizionamenti e dalle restrizioni sociali, diventa un momento dall’incredibile valenza energetica e creativa e quindi assolutamente da sfruttare proattivamente.

A proposito di sedute di naturopatia, ricordo una cliente che, stufa di assumere ormoni sintetici, si rivolse a me per un problema di amenorrea causata da una dieta troppo severa. La stessa mi raccontò che, il giorno in cui ebbe le sue prime mestruazioni, una zia materna, venendolo a sapere, le disse: “povera la mia ragazza, adesso sarai ‘indisposta’ per almeno quarant’anni!”. E ogni mese, durante le mestruazioni, stava male davvero, ma quando riuscì a liberarsi da questo “influsso”, i dolori mestruali cessarono. I dolori mestruali, infatti, forse più di ogni altra somatizzazione, possono esprimere un rifiuto della propria femminilità.

Un’altra cliente mi riferì che, ogni volta che era mestruata, aveva mal di pancia, mal di schiena e mal di gambe. Aveva sempre visto la mamma sottomessa al padre, e nella sua memoria emozionale stava scritto “uomo = potere e dominazione” e “donna = impotenza e sottomissione”. Sicché, malgrado un aspetto molto femminile, interiormente quel suo atteggiamento esprimeva: “non vi è uomo che possa dominarmi, anche se sono una donna”. Per proteggersi, cercava di aggredire o dominare gli uomini; inoltre, si compiaceva nel misurarsi in attività riservate all’altro sesso. La comparsa delle mestruazioni ogni volta le ricordava di essere una donna, e il rifiuto della sua femminilità le creava dolori al ventre sul lato sinistro (aspetto femminile, yin, che desiderava distruggere). Inoltre, la collera e l’impotenza per il fatto di non poter cambiar sesso si manifestavano con dolori alla fascia bassa della schiena e nelle gambe, traducendo il rifiuto di voler avanzare nella sua condizione di donna. Quando ne parlava al medico, questo rispondeva. “E’ normale, per una donna”. E questa cosa la rendeva ancora più furiosa, perché la sua interpretazione era: “una donna è fatta per soffrire ogni mese, per servire un uomo a casa, mettere al mondo i figli, soffrire nella gravidanza e nel parto, e poi provare ansia per i figli”. Questo genere di vita, certo non la allettava: sviluppò un’endometriosi che la condusse all’isterectomia totale, con asportazione delle tube. Dopo l’intervento, Carola comprese che essere uomo o donna non ha nulla a che vedere con la sottomissione o la dominazione. E’ solo una questione di atteggiamento. Forse sua madre aveva capito che, per essere una buona moglie, bisognava essere sottomesse, mentre Carola dominava gli uomini della sua vita, ponendosi all’estremo opposto. L’equilibrio consiste nell’accettare la complementarietà fra gli aspetti maschili e femminili, un bilanciamento armonioso da integrare in noi stessi. Più agiamo confinandoci in un estremo, più ci attiriamo l’estremo opposto. Il coniuge ti è dunque accanto anche per consentirti di trovare l’equilibrio…